Via Cesare Battisti: “Dimidiatus Menander”

Mia madre era un tipo piuttosto manesco. Il mio non è un giudizio, in quegli anni, gli anni Sessanta, picchiare i figli era una pratica piuttosto diffusa; nell’opinione comune era radicata l’idea che per far rigare dritto un figlio era giusto e doveroso fare uso delle botte. Io ne ho prese tante. Anche i miei…

Via Cesare Battisti: Io gioco da sola

Come tutti i bambini del mondo, ho amato molto il gioco. Ho giocato molto con i miei fratelli, poco con altri bambini, moltissimo da sola. Abitavamo al terzo piano di un palazzo non antico, ma vecchio. Oltre il nostro piano si trovava una rampa di scale che portava alle soffitte ed al terrazzo, dal quale…

Via Cesare Battisti: chiodi, viti, martelli e semenze

Il babbo ha fatto il falegname per tutta la vita. La mamma, per un lungo periodo, ha avuto una ferramenta. La bottega del babbo e quella della mamma erano a pochi metri di distanza l’una dall’altra, perché la ferramenta era situata all’interno della vasta area che ospitava, oltre alla falegnameria, anche la casa dei nonni…

Via Cesare Battisti: la preghiera come stile di vita

  A casa di Lóla la religione era di casa. Anzi,quasi si fosse trattato della succursale di un convento, ogni momento della giornata era scandito da una preghiera, dalla partecipazione ad una funzione o ad un rito. A fare da sottofondo, la recita incessante del Rosario. Ci si alzava alla mattina presto e subito c’erano…

Perché “Le case della vita?”

  Anni fa, mentre elaboravo la tesi della mia seconda laurea (era il 1997), mi sono ritrovata ad analizzare a fondo il libro di un noto Anglista, intitolato “La casa della vita”. In quelle pagine, stanza per stanza, in modo meticoloso, egli presentava uno ad uno gli oggetti che aveva accumulato come collezionista nel corso…

Via Cesare Battisti: la maestra Maria

Nella mia vita ho amato poche persone come la mia maestra. Era una donna forte, energica, un po’ burbera, all’apparenza, ma era invece capace di un affetto forte e tenace. Fino a qualche anno fa, quando era ancora in vita, ogni volta che mi capitava di incontrarla, mi avvicinavo a lei per salutarla, e lo…

Via Cesare Battisti: suor Giuseppina e la rivista delle orecchie

  Intorno agli anni Sessanta in paese c’erano molte famiglie povere. Anche la mia, tutto sommato, lo era. Ma non troppo. Essere poveri voleva dire essenzialmente non avere soldi che per le cose essenziali, non potere mai avvicinarsi, se non con il pensiero, a quelli che allora venivano chiamati ” svaghi”. I ricchi, i benestanti,…

Via Cesare Battisti: È arrivata la Befana?

  Penso di aver creduto all’esistenza della Befana fino alle soglie della scuola media. Un record nazionale di credulità. Avevo- chiaramente- già da tempo dei sospetti, per lo più ingenerati dai compagni di scuola, decisamente più smaliziati e desiderosi di diventar grandi, più di quanto io lo desiderassi,  ma una cosa è certa: non volevo…

Via Cesare Battisti: Annamaria e il Professore

  La prima volta in cui li incontrai avrò avuto più o meno dieci anni. Ricordo che era estate e che mio padre ci aveva caricati tutti in macchina, perché sarebbe dovuto andare a prendere delle misure per alcuni lavori da fare nella loro casa. Mio padre ha fatto il falegname per tutta la vita…

Via Cesare Battisti: la prima volta che ho visto Roma

Di sicuro avevo meno di dieci anni. Prima di allora non avevo mai visto Roma. Ero una bambina che non aveva ancora fatto viaggi, come in realtà in quegli anni capitava alla stragrande maggioranza delle persone che conoscevo. Quelli che lasciavano il paese per andare da qualche parte – specie per piacere – erano pochissimi….

Via Cesare Battisti: olio di fegato di merluzzo

Il fidanzato della figlia della nostra padrona di casa era un medico. Aveva più o meno l’età di mia madre. Una persona simpatica e gioviale, sempre pronto a prendersi cura di noi, anche se, in realtà, era medico condotto in un paese poco distante dal nostro. La fiducia che la mia famiglia riponeva in lui…